sabato 23 gennaio 2010

Aurora

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Ancora Aurora: lavoretti, aerosol...

giovedì 7 gennaio 2010

consigli letterari

Segnalo i romanzi che mi sono piaciuti di più tra quelli letti nel 2009 (in ordine sparso):
1) La gabbia delle scimmie- Gischler
2) Vedi di non morire-Bazell
3) Uccidere o essere uccisi-Swierczynski
4) La strada-McCarthy
5) Il costruttore di bombe-Quinland
6) Un ingannevole dubbio-Francioso
7) Savana Padana-Righetto
8) Il giardino irraggiugibile- Saracino
9) Il suono del tuo nome tra due baci- Tedeschi
10) Alluminio- Cojazzi

Istat: il 40% degli italiani non legge libri.

Ecco di seguito Aurora che dà il buon esempio.

mercoledì 16 dicembre 2009

Un ingannevole dubbio


“I demoni arrivano senza invito quando la casa è vuota. Per altri ospiti devi aprire prima la porta”, così scriveva Dag Hammarskjöld nelle suo prosimetro “Tracce di cammino”. Ed è un po’ quello che succede al protagonista di “Un ingannevole dubbio” di Luca Francioso, edito da Tracciati.
«Ti uccido» è la minaccia pronunciata al telefono che terrorizza il protagonista senza nome di questo thriller tanto breve quanto intenso. L’uomo, già chiaramente destabilizzato a causa di problemi personali che saranno chiariti un po’ alla volta durante la narrazione, si convince di essere braccato da un assassino, si arma di un coltello, si barrica in casa e vede nemici ovunque. Li vede attraverso lo spioncino della porta dell’appartamento, ma anche dentro l’abitazione stessa, dove si sente “circondato da mille intenzioni ma puntato da un solo sguardo”. Il dubbio che tale sguardo appartenga al diavolo stesso gli instillerà una paura folle. Un diavolo che col favore del buio può assalirti all’improvviso, trascinarti per i capelli, sbatterti contro il muro, infilzarti lo stomaco, il petto, tagliarti la gola per poi sparire con la luce insieme a tutte le ferite. Si resta allora invischiati nel dubbio, cioè che tutto potrebbe essere frutto della suggestione. E infatti che interesse può avere il diavolo a martoriare un corpo quando può fare molto ma molto peggio? Ma il diavolo non appare, c’è solo l’attesa del diavolo: l’autore Luca Francioso, consapevole del fatto che sono le mancanze a procurare la paura vera, non procede per aggiunte ma per sottrazioni. Infatti si scopre che il protagonista ha perso il lavoro, viene lasciato dalla moglie e abbandonato dall’amante. Persino il diavolo non c’è, non si decide a comparire: c’è solo la snervante attesa dell’arrivo del diavolo. L’incapacità di dominare la paura renderà il protagonista capace di qualsiasi azione (la vicenda dura un solo giorno ma ne succederanno di tutti i colori), anche la più spregiudicata. E così si svela l’inganno del dubbio, la trappola del diavolo, in sostanza. D’altronde, il diavolo è astuto (San Tommaso diceva che non bisogna credere ai demoni, neanche quando dicono la verità) e non è avversario che si possa affrontare con un coltello.
Questo personaggio creato da Luca Francioso ricorda il Robert Neville di “Io sono legenda” di Matheson (romanzo capolavoro che non ha nulla a che vedere, se non il furto del titolo, con la più recente trasposizione cinematografica interpretata da Will Smith): gli elementi in comune sono l’angoscia di un uomo di fronte a ciò che è impossibile affrontare con successo, la crisi individuale che domina il proscenio per intero, il capovolgimento dei ruoli.
Infatti la soggettività in tutto il romanzo è spinta al massimo. I suoni e le luci dell’ambientazione sono, ad esempio, descritti unicamente in base alle capacità ricettive del protagonista e dipendono dal suo stato emotivo. Gli squilli del telefono diventano come tagli di lama, il corridoio buio si trasforma in uno vuoto nero infinito da cui, in silenzio, l’assassino può attaccare. E’ proprio la centralità del dramma umano che rende la storia estremamente coinvolgente: il protagonista delirante si aggira per la propria casa, con una mano tiene il coltello con l’altra afferra il lettore alla gola trascinandolo con sé a capofitto per tutte le 92 pagine della storia.
“Un ingannevole dubbio” ha inaugurato la collana letteraria della patavina Tracciati. Una casa editrice ancora piccola ma che, se persevererà nella ricerca di virtuosi dell’arte del narrare come Luca Francioso e sosterrà le loro opere, avrà un futuro radioso.
Senza dubbio.
Di nota, infine, il bellissimo booktrailer che potete vedere qui:
http://www.youtube.com/watch?v=fnjqUqYwDrc

venerdì 4 dicembre 2009

PREMIO

Copio/incollo a fini autopromozionali la comunicazione dell'EnricoFolci Editore

Assegnati i “Book Grammy” per l’anno 2009
Abbiamo il piacere di comunicare i nominativi dei nostri Scrittori che si sono particolarmente distinti nell’anno 2009, meritando, così, il “Book Grammy 2009”. Le valutazioni tengono conto di:
1)capacità narrativa,
2)partecipazione alle iniziative della nostra Casa editrice,
3)disponibilità alla promozione e diffusione del proprio libro:
Baldini Roberto, Battaglia Anna, Cardinali Noemi, Ciravegna Jacopo, Ferrari Pasqualino, Fratini Antoine, Gabriele Mariacristina, Gobbi Rino, Lazzarini Roberta, Millioni Renato, Pellegrini Tiziana, Recchi Elisa, Saracino Caterina, Tamiso Roberta, Villata Carlo.

lunedì 23 novembre 2009

Le anime volano via



"Le anime volano via", di Marco Bovo, Leone Editore.

Immaginate di vincere al Superenalotto. Cosa fareste con due milioni di euro in tasca? Vi dico cosa ha fatto Nicola, il protagonista di “Le anime volano via”: è andato a fare shopping.

Adesso immaginate di aver visto coi vostri occhi “bambini rinsecchiti e tappezzati di mosche” morire per la fame. Immaginate di aver visto una bambina rannicchiata a terra con accanto un famelico avvoltoio che attende il momento di mangiarsela. Immaginate adesso di trovandovi da tutt’altra parte, in un ristorante di lusso. C’è un uomo che non tocca il cibo sui piatti perché scoppia da quanto ha già mangiato e che, per non far brutta figura, preferisce non ritirare le ordinazioni anche se sa che finirà tutto nella spazzatura. Cosa fareste? Vi dico cosa ha fatto Antonio, il secondo protagonista di “Le anime volano via”: … anzi non ve lo dico: leggete anche voi il romanzo e buona digestione.

La trama principale ruota intorno alle misteriose sparizioni di alcuni ricchi frequentatori di Cortina d’Ampezzo. Tra le persone sparite c’è pure Vania, la ragazza di cui si è innamorato Nicola. Grazie a piccoli indizi e a brillanti intuizioni, le indagini porteranno alla sorprendente scoperta del movente, nonché alla commuovente storia, riportata sotto forma di diario, del responsabile.

L’autore, Marco Bovo, è stato ispirato da una vicenda realmente accaduta nel 1994, lo scatto di una foto che è valsa al giovane fotografo Kevin Carter il Pulitzer. Dopo il premio seguì a breve distanza il suicidio. Il giorno dello scatto Carter aveva incontrato il male assoluto in una scena troppo difficile da affrontare per chiunque: il rantolo di una bambina sudanese abbandonata e in fin di vita con a pochi metri un avvoltoio appostato in attesa. Dopo aver scattato la foto, Carter non era stato in grado di aiutarla e non riusciva più a vivere con questo rimorso. Ho deciso di non riportare sul mio blog questa immagine agghiacciante: la trovate in rete, se ve la sentite di vederla.

L’autore, sullo spunto di un evento realmente accaduto, ha quindi imbastito un’intera storia (di quasi trecento pagine), creando un libro di denuncia contro l’individualismo scritto in modo pungente e al tempo stesso privo di fastidiosi e facili paternalismi.

Un’altra buona ragione per leggere questo romanzo è che la Leone Editore non chiede contributi economici agli autori: sosteniamo le case editrici virtuose.

Buona lettura.
Renato

venerdì 23 ottobre 2009

Il giardino irraggiungibile



“Il giardino irraggiungibile” affronta tematiche complesse in modo originale e profondo, fa riflettere e riesce a toccare il cuore.
Il protagonista è Elia Dori, un trentenne che ha successo con le donne ed è abituato a relazioni che lo coinvolgono solo nel corpo e mai nel cuore. Finché non si incontra Sharbat, una ragazza che percepisce come una specie di angelo asessuato, completamente fuori dalla realtà dei teen-ager dell’era moderna, e per la prima volta nella sua vita accantona (quasi repelle) l’idea del sesso, visto adesso come contaminazione. Da parte sua, invece, Sharbat, pur non avendo sperimentato la sessualità, ne è fortemente attratta, complici la ribellione ad un’educazione eccessivamente morigerata, l’amicizia con Nina, (una diciottenne spregiudicata), la naturale curiosità. Per Elia, combattuto tra un contemplativo amore platonico e la travolgente passione carnale, inizierà un complesso conflitto interiore che stravolgerà la sua vita e quella di chi gli sta intorno.
Ci vuole molta sensibilità per trattare argomenti così delicati, riuscendo a restare distanti anni luce da stereotipi, luoghi comuni e soprattutto dalle interminabili e paludose riflessioni psicologiche fini a se stesse, di cui è piena la letteratura italiana.
Come per il romanzo “Alluminio” di Luigi Cojazzi (già recensito in questo blog) ci troviamo di fronte a uno stile di scrittura complesso ma al tempo stesso meravigliosamente scorrevole, capace di rapire il lettore dalla prima pagina in un crescendo, tremendamente intenso, che conduce verso significati sempre più acuti. Il lettore resta incollato alle pagine perché, mentre la storia si sviluppa, le vicende dei protagonisti si intrecciano, i pensieri si complicano e il romanzo, terribile e delicato al tempo stesso, cresce tra le mani fino a esplodere nel finale.
Giusto per dare un’idea ai lettori, questo romanzo ricorda un po’ la “Solitudine dei numeri di primi” perché i protagonisti vivono dei conflitti interiori tali per cui l’amore tra loro è impossibile. Ma a mio avviso, il “Giardino Irraggiungibile” è cento volte meglio. Il premiatissimo romanzo di Giordano, rispetto a quello della Saracino, è scritto, a mio avviso, in modo molto più distaccato: descrizioni fredde o, ancora peggio, tiepide, nessun pathos, nessuna sorta di pietas o di affetto dell'autore per le proprie sfortunate creature. In breve, non riesce a trasmette le emozioni come effettivamente avviene nel “Giardino Irraggiungibile”. In questo romanzo dove il termine solitudine non è nemmeno presente, il concetto dell’abbandono, della mancanza sono espresse alla perfezione e risultano tangibili al lettore. Certe pagine sono pugnalate d’ansia dirette allo stomaco di chi legge.
Complimenti all’autrice, un esordio davvero eccellente.
In ultima, ma cosa non da poco, il libro edito da EnricoFolci Editore, costa solo 10 euro. Fatevi un bel regalo, leggetelo.

giovedì 1 ottobre 2009

Un mio racconto al 5° posto al concorso nazionale!

Grandissima soddisfazione! Su oltre 200 partecipanti…

Premio letterario nazionale "UN AMORE OLTRE L'ESTATE",
primi 10 Classificati:
1) MAI AVUTA UNA STORIA - LAUTO FEDERICA
2) E VESPA SIA, NO? - FERRO VITO
3) A LA UNA SALE LA LUNA - NICASSIO VITO
4) LE IMMAGINI DEL PASSATO - MAROLDA RAFFAELA
5) DITELO COI FIORI - MILLIONI RENATO
6) SOGNO DI FINE ESTATE - CARLONI LOREDANA
7) TRANSIT - RINALDI LUIGI
8) PARTENZA - SCOZZARO ANDREA
9) DOVE TRAMONTA - IL SOLE FRIGO VALENTINA
10) UN'AUTOMOBILE UNA VITA - COTTINI RENATO

I 10 racconti vincitori, insieme ad altre opere menzionate meritevoli, saranno pubblicate in un’antologia.


Bravo papà!


e ora di corsa al lavoro sul nuovo romanzo!!